Tuscia, transizione energetica: una situazione insostenibile. Le proposte per una pianificazione responsabile

AssoTuscania all’assemblea pubblica di Bagnoregio.

Il Coordinamento Ambientale Tuscia presenta sette proposte per la legge regionale sulle aree idonee. Un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e al valore della partecipazione dei cittadini.

Venerdì 23 ottobre, a Bagnoregio, AssoTuscania ha partecipato, insieme a tante altre realtà aderenti al CAT Coordinamento Ambientale Tuscia, all’assemblea pubblica promossa nell’ambito dell’iniziativa “Transizione Energetica Senza Speculazione”, che ha riunito associazioni, comitati, rappresentanti delle istituzioni e cittadini per confrontarsi sulla crescente pressione esercitata sul territorio della Tuscia dalla proliferazione di grandi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (FER)

Un incontro che ha riportato al centro dell’attenzione una questione ormai non più rinviabile: come conciliare la transizione energetica con la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico, agricolo e culturale di un territorio che ha già contribuito in misura rilevante agli obiettivi energetici regionali?

Ma la notizia più importante non è soltanto la denuncia di una situazione sempre più critica. È che il territorio, attraverso le sue associazioni e i suoi comitati, continua a studiare, elaborare e formulare proposte concrete per contribuire alle scelte che riguardano il suo futuro.

Una Tuscia sempre più sotto pressione

I dati più recenti sul consumo di suolo, pubblicati da ISPRA nel Rapporto 2026, restituiscono un quadro preoccupante. Tuscania e Montalto di Castro risultano ai primi posti in Italia per incremento del consumo di suolo nel 2025, rispettivamente con 319 e 316 ettari.

Un dato particolarmente significativo per un territorio la cui identità e le cui prospettive di sviluppo sono profondamente legate all’agricoltura, al paesaggio, alla biodiversità e al patrimonio storico e culturale.

A questo si aggiunge la forte concentrazione degli impianti FER nella provincia di Viterbo. Secondo i dati della Regione Lazio richiamati dal Coordinamento Ambientale Tuscia, già nel 2023 alla provincia era attribuito il 78,08% della producibilità regionale da fonti rinnovabili.

E’ il momento di interrogarsi profondamente sul significato e gli impatti di questa situazione, sul modo in cui viene realizzata la transizione energetica, sulla distribuzione territoriale degli impianti e sulle conseguenze cumulative di scelte che trasformano profondamente il paesaggio e sconvolgono le economie locali.

Quanto può continuare a sostenere un territorio senza che sia definita una pianificazione complessiva, capace di riconoscerne le caratteristiche, le vocazioni e i limiti?

La responsabilità di governare la transizione

È qui che emerge una questione di responsabilità pubblica.

La Regione Lazio non ha ancora approvato la legge per l’individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti FER, mentre continuano a essere presentati e valutati nuovi progetti.

In assenza di una pianificazione sufficientemente accurata, trasparente e condivisa, le decisioni sul futuro del territorio finiscono troppo spesso per essere affrontate attraverso singoli procedimenti autorizzativi e successive controversie davanti alla magistratura amministrativa.

La rincorsa ai ricorsi al TAR e alle sentenze del Consiglio di Stato rischia così di diventare il terreno sul quale si determina, progetto dopo progetto, la trasformazione del territorio.

Ma i giudici sono chiamati a valutare la legittimità degli atti, non a costruire una visione complessiva dello sviluppo di un territorio.

Questa responsabilità appartiene alle istituzioni e ai decisori pubblici.

La transizione energetica richiede decisioni pubbliche, non soltanto decisioni giudiziarie. Richiede una pianificazione capace di considerare gli effetti cumulativi degli impianti, di stabilire criteri chiari, di rendere trasparenti le scelte e di coinvolgere le comunità locali.

Non possiamo chiedere alle sentenze di sostituire quella visione del futuro che la politica e le amministrazioni hanno il compito di costruire.

È proprio in questo spazio di responsabilità pubblica che si colloca il contributo delle associazioni e dei comitati del territorio: non soltanto denunciare le criticità, ma mettere a disposizione conoscenze, esperienze e proposte per costruire una pianificazione più consapevole ed equilibrata.

Il contributo del Coordinamento Ambientale Tuscia: sette proposte per la legge regionale

In questo contesto assume particolare significato l’intervento di Luigi Favale, a nome del Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT), che ha presentato un documento di proposte per contribuire alla definizione della legge regionale sulle aree idonee.

Il documento parte dalla consapevolezza che lo sviluppo delle energie rinnovabili sia necessario, ma debba essere accompagnato da una pianificazione responsabile, capace di tutelare il patrimonio ambientale, agricolo e paesaggistico e di distribuire più equamente gli impianti sul territorio regionale.

Le sette proposte riguardano:

  • Il riequilibrio territoriale, per evitare che la provincia di Viterbo continui a sostenere una quota sproporzionata degli impianti regionali.
  • L’introduzione di un fattore di saturazione, che permetta di valutare la concentrazione degli impianti esistenti e gli effetti cumulativi dei nuovi progetti.
  • Il rafforzamento della tutela paesaggistica, attraverso il Piano Territoriale Paesistico Regionale e l’individuazione delle aree di particolare pregio da considerare non idonee.
  • La protezione della biodiversità, prevedendo adeguate fasce di rispetto attorno ai siti della rete Natura 2000.
  • Scelte tecnologiche coerenti con i territori, evitando grandi impianti eolici in aree con risorse di vento insufficienti e limitando dimensioni e concentrazione degli impianti agrivoltaici.
  • La priorità alle superfici già compromesse, come tetti, aree industriali e superfici degradate, per ridurre il consumo di suolo agricolo e naturale.
  • La salvaguardia dell’agricoltura, affinché la produzione energetica non sostituisca quella alimentare e le competenze agricole siano coinvolte nella valutazione dei progetti.

Il CAT richiama inoltre l’importanza di sostenere lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, come modello di produzione e gestione dell’energia più diffuso, partecipato e vicino alle comunità.

Sono proposte che meritano attenzione, approfondimento e confronto da parte delle istituzioni regionali.

La partecipazione dei cittadini è una risorsa per le istituzioni

Nell’intervento del Coordinamento Ambientale Tuscia emerge anche un altro elemento importante: il lavoro svolto negli anni da associazioni e comitati che hanno studiato centinaia di progetti, approfondito aspetti tecnici e normativi, elaborato osservazioni e cercato il dialogo con le amministrazioni.

Un patrimonio di conoscenze, competenze ed esperienza che nasce dall’attenzione e dalla responsabilità verso il proprio territorio.

È questo un punto che AssoTuscania considera particolarmente significativo.

La partecipazione dei cittadini non può essere ridotta alla possibilità di esprimere un’opinione quando le decisioni sono già sostanzialmente prese. Deve poter contribuire alla costruzione delle scelte pubbliche.

Il lavoro del Coordinamento Ambientale Tuscia dimostra che il territorio è capace di mobilitare conoscenze, competenze ed energie, di studiare problemi complessi e di formulare proposte concrete.

Se il territorio è capace di studiare e avanzare proposte, perché questo contributo non dovrebbe diventare parte integrante della pianificazione pubblica?

È una domanda che rivolgiamo alle istituzioni e ai decisori pubblici, nella convinzione che ascoltare le comunità, confrontarsi con le loro proposte e riconoscere il contributo di chi vive e conosce il territorio significhi migliorare la qualità delle decisioni.

La Tuscia non chiede soltanto di essere tutelata. Chiede di essere ascoltata e di contribuire a determinare le scelte che riguardano il suo futuro.

Informare, partecipare, scegliere: tre parole che continuano a orientare l’impegno di AssoTuscania per una cittadinanza attiva e consapevole.

Documenti per approfondire

  • Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT) – Contributo alla legge regionale sulle aree idonee (documento integrale).
  • TESS – Per un piano nazionale di transizione energetica a zero consumo di suolo (presentazione, settembre 2025).
  • TESS – Per un piano energetico a zero consumo di suolo (documento di approfondimento).