Nelle ultime settimane la proposta del nuovo mega impianto eolico Montebello (8 aerogeneratori di altezza superiore a 200 mt), che interessa una delle aree di maggior pregio paesaggistico e naturalistico del territorio di Tuscania, ha suscitato una forte e ampia mobilitazione. Cittadini riuniti nel Comitato Spontaneo Montebello, associazioni del territorio – tra cui Assotuscania, che da oltre quindici anni promuove la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e ambientale e dei beni comuni di Tuscania e della Tuscia – ed enti locali hanno espresso, con strumenti e ruoli diversi, la richiesta di fermare un processo che rischia di compromettere in modo irreversibile un patrimonio collettivo.
Assotuscania ritiene da sempre indispensabile che la transizione energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili siano accompagnati da un’informazione corretta, veritiera, trasparente, comprensibile e fondata sui dati, da una pianificazione equilibrata e da un reale coinvolgimento delle comunità nelle scelte che riguardano il loro territorio.
I cittadini devono essere messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e partecipare in modo consapevole ai processi decisionali. La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità di affrontare temi complessi attraverso il confronto, la trasparenza e la responsabilità condivisa. La transizione energetica rappresenta una sfida decisiva per il futuro, ma proprio per questo non può essere costruita senza le comunità che quei territori li vivono, li conoscono, li custodiscono e li consegneranno alle generazioni future.
Pubblichiamo di seguito il comunicato del Comitato Spontaneo Montebello, che documenta le ragioni di una mobilitazione civica che riguarda non soltanto una comunità locale, ma il futuro del paesaggio, dell’agricoltura e dei beni comuni della Tuscia. Lo proponiamo come contributo a un dibattito che riteniamo debba essere sempre più informato, partecipato e orientato alla ricerca di soluzioni capaci di coniugare la necessaria transizione energetica con la tutela di un territorio di straordinario valore.

MONTEBELLO SI OPPONE ALL’ULTERIORE SCEMPIO DI AREE DI PREGIO DELLA TUSCIA. NECESSARIO BLOCCARE LE CENTINAIA DI IMPIANTI DI FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE IN CORSO DI APPROVAZIONE.
Domenica 21 giugno, presso la sala grande del cinema Etrusco di Tarquinia, è stata organizzata la proiezione del docufilm “DAYS IN MAREMMA”. L’evento è stato organizzato dal Comitato Spontaneo di Montebello, a cui hanno aderito più di 80 abitanti del borgo tuscaniese, sito a circa 12 chilometri da Tuscania.
Invitati a questo evento, il Sindaco di Tuscania FABIO BARTOLACCI e il Sindaco di Tarquinia FRANCESCO SPOSETTI, non hanno potuto essere presenti per impegni precedentemente assunti.
Ha assistito alla visione del film la Sovrintendente MARGHERITA EICHBERG, presente in forma strettamente privata, che su nostra preghiera, al termine del film, è intervenuta brevemente riconfermando l’unicità della Tuscia e la necessità di tutelarla al meglio.
E’ intervenuto poi ALESSANDRO TIZI, del Gruppo Consiliare “Tuscania delle Idee” che ha presentato una mozione nell’ultimo Consiglio Comunale, votata all’unanimità, per chiedere l’avvio dell’iter di tutela paesaggistica per le aree di Montebello, Carcarella, Cerquabella, Paglieto e Poggio Primavera .
“Difendere il territorio – ha affermato Tizi – significa proteggere la storia, l’identità e la bellezza della nostra terra da trasformazioni irreversibili, per consegnarlo integro alle future generazioni”. Ci ha poi informati sulla tempistica e sulle ricadute della tutela paesaggistica una volta approvata.
Il film, del regista danese JANNIK SPIDSBOEL, uscito nel 2013, documenta le fratture che la cosiddetta transizione energetica può generare fra componenti di una comunità (quella di Montebello), generate da interessi contrapposti ma di pari dignità. Da una parte gli agricoltori in crisi che possono ricavare compensi importanti cedendo i propri terreni, dall’altra chi, non necessariamente benestante, ha acquistato i vecchi casali per trasferirsi in campagna ed iniziare una nuova vita oppure li ha trasformati in seconde case per le vacanze e vuole difendere la scelta operata sulla base di un territorio integro e bellissimo come quello della Maremma.

Dopo tredici anni, la storia si ripete, identica a se stessa, con gli stessi protagonisti e negli stessi luoghi. Sembra non sia cambiato nulla da allora, ma è cambiato davvero tutto. In peggio! Ed è drammatico.
Dopo tredici anni, a quello stesso impianto fotovoltaico di 40 ettari, il fulcro su cui si impernia il film, si aggiungono oggi progetti agrivoltaici per un totale di circa 200 ettari (ben 2 kmq!) e progetti di “parchi” eolici, uno composto da 8 torri poste intorno e vicinissime al borgo di Montebello e ben altre 17 nelle aree circostanti (Campo Villano, Poggio Primavera e Tenuta Giovanna). Tutte torri che svetteranno ad altezze fino a 236 metri! Più che “parchi” un vero e proprio “bosco” di pale colossali.
Il primo atto del neonato Comitato, che a breve intende costituirsi ufficialmente in Associazione, è stato quello di presentare le osservazioni avverse al progetto eolico denominato “MONTEBELLO” (8 torri eoliche alte 236 mt.), osservazioni sottoscritte da ben 135 persone e dall’associazione AssoTuscania.

Il COMITATO SPONTANEO MONTEBELLO intende opporsi con ogni forza a questo scempio che andrebbe a sommarsi alla devastazione di aree vastissime che si estendono dal lago di Bolsena sino alla costa marina di Montalto di Castro e Tarquinia.
Vogliamo al contempo valutare la possibilità di costituire una COMUNITA’ ENERGETICA RINNOVABILE, un contributo virtuoso che indica una strada democratica verso una gestione collettiva e diffusa dell’energia e per il superamento equilibrato di fonti energetiche fossili.
Anche dal mondo politico l’opposizione al progetto dell’impianto eolico “Montebello” a Tuscania è stata espressa in modo chiaro e trasversale. Il circolo locale del Partito Democratico ha manifestato contrarietà all’opera.
In Regione, ENRICO PANUNZI (Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, esponente del Pd) ha depositato una mozione per chiedere alla Giunta di esprimere parere contrario. Sulla sponda della maggioranza regionale, pur in un quadro di polemiche e scambi di accuse sulla gestione della transizione energetica, la questione è ampiamente dibattuta. Gli esponenti locali e regionali di Fratelli d’Italia, tra cui il capogruppo alla Regione Lazio DANIELE SABATINI e il consigliere regionale GIULIO ZELLI, ribadiscono una linea di ferma opposizione alla proliferazione incontrollata di questi impianti nella Tuscia. Il loro Gruppo Consiliare regionale ha espresso soddisfazione per i recenti stop burocratici a progetti simili nella provincia, ribadendo che la transizione energetica deve essere sostenibile e non può compromettere in modo irreversibile il patrimonio paesaggistico, agricolo e turistico del viterbese, ribadendo la linea sempre coerente seguita dalla Giunta Regionale guidata dal Presidente FRANCESCO ROCCA
La REGIONE LAZIO, va ricordato, ha certificato la saturazione di questo territorio con la D.G.R. 171/2023, ben tre anni fa, saturazione confermata da recenti sentenze della III Sezione del TAR del Lazio.
L’Alta Tuscia detiene il primato nazionale certificato dall’ISPRA di consumo di suolo da impianti FER (fonti energia rinnovabile). Montalto di castro, Tarquinia e Tuscania occupano i primi tre posti tra i comuni d’Italia
Vaste aree, devastate a livello naturalistico, ne umiliano la vocazione agricola e turistica, il patrimonio storico, il valore immobiliare. Tutto ciò, in contrasto con la tutela del Paesaggio sancita dall’art. 9 della nostra Costituzione.
SIAMO A FAVORE DELLE FER, MA NON ALLO SCEMPIO DELLA TUSCIA. ABBIAMO GIA’ DATO, ORA BASTA!
COMITATO SPONTANEO MONTEBELLO