La Tuscia non è una terra “vuota”.
È un paesaggio vivo, stratificato, costruito nel tempo dall’equilibrio tra natura, storia, agricoltura e comunità.
Oggi questo equilibrio è sotto attacco.
Non è più il tempo delle ipotesi o delle previsioni.
La Tuscia è già interessata da un numero esorbitante di impianti FER, tanto che la stessa Regione Lazio ha riconosciuto una condizione di saturazione del territorio.
Eppure, mentre questo dato è sotto gli occhi di tutti, le richieste di nuovi impianti continuano ad avanzare, con un ritmo che rischia di compromettere in modo irreversibile il paesaggio, l’economia agricola e l’identità culturale di questa terra.
Non si tratta più di essere favorevoli o contrari alle energie rinnovabili.
Si tratta di prendere atto di una realtà: per la Tuscia, così com’è oggi, il limite è stato raggiunto.
Continuare su questa strada non è transizione energetica.
– È trasformazione non governata.
– È pressione che diventa consumo di suolo (la Provincia di Viterbo è prima in Italia!)
– È un processo che rischia di svuotare il territorio del suo valore più profondo, minando le prospettive di futuro e di benessere
Per questo il 28 marzo a Montefiascone, presso la Rocca dei Papi, si terrà un’assemblea pubblica promossa da un fronte ampio – agricoltura, turismo, ambiente, istituzioni – che hanno scelto di aprire un confronto sul futuro della Tuscia.
Anche Assotuscania sarà presente, insieme alle realtà del Coordinamento Ambiente Tuscia (CAT).
Non per aggiungere una voce tra le tante, ma per affermare con chiarezza che la cura del territorio è una responsabilità collettiva e che esistono momenti in cui è necessario fermarsi, osservare e ridefinire le scelte.
Questa assemblea è uno di quei momenti.
Perché il futuro della Tuscia non può essere lasciato all’inerzia delle decisioni o alla somma di interessi frammentati.
Dati dell’appuntamento
Luogo: Rocca dei Papi, Montefiascone
Data: Sabato 28 marzo 2026
Orario: ore 9.30
Apertura dei lavori: introduzione di Francesco Pratesi
Promotori e partecipanti:
un fronte ampio che riunisce realtà del territorio tra cui:
- associazioni ambientaliste (tra cui Italia Nostra, Amici della Terra, Coordinamento Ambiente Tuscia – CAT)
- organizzazioni agricole (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Copagri, Biodistretti)
- rappresentanze del turismo e del patrimonio
- istituzioni locali (Soprintendenza, Sindaci, Provincia, Regione)
Obiettivo dell’incontro:
aprire un confronto pubblico e definire una strategia condivisa per la tutela del territorio della Tuscia, alla luce della crescente pressione degli impianti FER